Lucia, con più cuore

Sono nata a Modena nel 1984 e dalle elementari mi piace scrivere. Alle superiori (Liceo Carlo Sigonio di Modena) mi sono divertita molto e tornerei a vivere quegli anni altre mille volte. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Sistemi e comunicazione della Moda. Ho fatto l’apprendistato in una redazione di matti dal cuore molto grande. Ho aperto terrorizzata la partita iva nel 2010 e nello stesso anno ho trovato l’amore della mia vita, Nick, che ho sposato nel 2017. Un anno dopo è arrivato il Morbidissimo, Insonne, Fantastico Lorenzo.

Aprire la partita iva si è rivelata la cosa più saggia che io potessi fare.

Visto che parlare di successi lavorativi mi annoia molto (vi basti sapere che ho diversi clienti – alcuni da dieci anni! – soddisfatti, felici e sereni), vorrei parlarvi dei miei insuccessi, delle cose che non ho portato a termine o che sono finite nel nulla. È importante dire una cosa: quando mi viene in mente un’idea, un progetto, una qualsiasi iniziativa, faccio davvero fatica a non fare qualcosa per metterla in atto.

2009 (credo). Apro con mia sorella un profilo Tumblr chiamato 2mismatch nel quale avremmo voluto pubblicare collage creativi/ispirazionali di immagini. Per un qualche motivo non abbiamo mai pubblicato niente.

2010. Apro con Dave Spano lo studio di comunicazione Officine Milk Plus+. In realtà non è stato per niente un insuccesso perché ci ha permesso di farci i primi clienti e capire come funzionava questo mondo. Io ero una redattrice/copy con velleità da stylist (Eh? Troppo lunga), lui un grafico e fotografo, tutti e due con partita iva, in uno spazio molto carino in condivisione. Nel 2013 Dave vuole ingrandirsi e insieme a Mario e Tomaso Neri (ciao raga!) apre lo studio LATTE+. Io sono stata per un po’ resident in uno dei loro uffici, poi ho pensato che mi si addicesse più stare in solitaria e li ho abbandonati.

2012. Apro con mia sorella un blog chiamato “Mode à la page” dove facciamo recensioni di libri sulla moda, ma anche di mostre sul tema e interviste. Esiste ancora una pagina Facebook. Ci abbiamo creduto tanto, ci siamo divertite, un ufficio stampa ci ha pure inviato due libri gratis. Per il resto erano tutte recensioni di libri della mia libreria. Dopo un po’ l’entusiasmo è scemato. Questo era il nostro manifesto:

MAP
È uno spazio dedicato esclusivamente a quello che ci piace e ci ispira.
È una piattaforma per condividere tutto quello che la moda ha da raccontarci nelle sue multiformi apparenze.
È un cumulo di pagine, pensieri, persone, immagini, video e racconti.
È un punto virtuale per parlare di prospettive diverse e inedite.
È una zona franca per condividere le nostre idee senza filtri.

2015. Nello specifico, il 24 aprile 2015 io e mia sorella fondiamo la DALU’ DI LUCIA NAVA & C. SAS, società che si occupa di vendita di intimo online. Cita il comunicato stampa da me redatto:

Dalù è la boutique online italiana
dedicata esclusivamente a intimo, beachwear e calze

www.dalu-shop.com

Perché l’intimo? Perché nella redazione in cui ho fatto i miei primi passi nel mondo del lavoro ho scritto per Intimo più mare, rivista trade che andava a negozianti e stilisti, imparando un sacco di cose sul settore. E ho notato che un negozio multimarca online di intimo e mare con modelli belli, fatti bene, magari anche per donne che necessitavano coppe differenziate o dal seno minuscolo, mancava. Secondo me manca ancora. Ma non sono stata molto progettuale, non ho messo a punto un business plan sensato, mi sono letteralmente buttata. E ho sottovalutato tante cose. Abbiamo venduto sì e no 10 pezzi e nel 2019 abbiamo deciso di chiudere la società. E qui una lacrimuccia ci sta.

Quanto erano belle le illustrazioni della Chiara Ferrari?! Credo che una delle cose migliori di Dalù fosse proprio la sua immagine fresca e divertente.

Possiamo fermare tutto un attimo e fare un lungo applauso a mia sorella Laura che per la maggior parte di queste avventure è sempre stata in coppia con me, senza mai vacillare, sempre super entusiasta?
Non tutti hanno una sorella così.

Fine dell’elenco dei miei insuccessi. Ho qualche rimpianto? No, perché ho fatto quello che mi sentivo, mossa dalla voglia di fare. Ho perso qualche soldino e tonnellate di tempo, ma ho imparato anche molte nozioni che mi sono poi servite nel lavoro e che sono tuttora parte dei miei strumenti come copy e consulente. Se ci ripenso, forse avrei agito in modo diverso, soprattutto nel caso di Dalù, ma in tutta franchezza penso anche che avrei fatto esattamente quello che ho fatto. Anche perché, diciamolo, di risate ce ne sono state davvero tante.

L’illustrazione è di quella magnifica umana e illustratrice provetta, nonché mia vicina di casa da piccola con cui giocavo a un sacco di cose, Veronica Vincenzi.

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