Lucia Nava, fashion copywriter

Ai tempi delle elementari capitava che la maestra Teresa leggesse in anonimo ad alta voce i miei temi alla classe come esempio di “ben scritto”. Lì ho capito che (forse!) ero brava a scrivere e, soprattutto, che la scelta delle parole giuste per raccontare qualcosa era importante per me.

Se l’ambito della comunicazione è stata una strada presa per un interesse verso il settore e la possibilità di creare connessioni, proprio io che ero un tipo introverso, il mondo della moda mi ha abbracciato in modo inaspettato. Quando ho iniziato a lavorare in redazione amavo raccontare le atmosfere delle sfilate, ma anche quello che c’era dietro a una semplice combinazione di tessuti, tagli e applicazioni. Aperta la partita iva, ho pensato che oltre a scrivere, anche lo styling potesse fare per me, (di sicuro era utile per sbarcare il lunario).

Mi sono ritrovata a lavorare come stylist sui set degli e-commerce di importanti aziende di abbigliamento che intorno al 2010 aprivano i battenti. Mentre ero su un set con un amico fotografo, parlando del più e del meno, proprio come si fa durante quelle interminabili sessioni di lavoro, ho iniziato un discorso appassionato su Alexander McQueen, sulla sua storia di genio e distruzione, di come mi aveva entusiasmato vedere la mostra a lui dedicata al MET di New York, e di quanto mi fossi emozionata a osservare da vicino proprio quel vestito rosso di soffici piume di struzzo nere e scarlatte unite a sottili vetrini dipinti. Un racconto un po’ troppo appassionato per i gusti del mio amico, che mi fece notare quanto io non fossi in realtà una stylist quanto una sorta di topo da biblioteca, un’inguaribile nerd di vestiti e storia della moda.

Ho pensato che fosse vero. Che amavo raccontare vestiti, farli esprimere a parole il meglio possibile, magari per raggiungere qualcuno che li avrebbe scelti per indossarli ed esprimersi. È così che ho deciso di essere una fashion copywriter, per muovermi perlopiù in quel mondo così evanescente che è il digitale, per far arrivare brand, abiti e collezioni, concretamente con le parole, a chi si trova al di là dello schermo.

Il tuo brand, le tue collezioni, i vestiti che vendi come li racconti?
Io qualche idea potrei averla.

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